Quando la passione batte la professione

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Due eventi avvenuti recentemente mi hanno offerto lo spunto di questo post per descrivere due personaggi protagonisti, loro malgrado, della storia del secolo scorso. Dallas 22 novembre 1963, Milano via de Amicis 14 maggio 1977. Cos’hanno in comune queste due date in luoghi distanti migliaia di chilometri tra loro ??? Sono il teatro di due avvenimenti storici che hanno segnato un cambiamento profondo della storia mondiale e del nostro paese: l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy a Dallas nel 1963 e gli scontri di Via de Amicis a Milano nel 1977. I due eventi sono stati documentati con immagini consegnate alla storia mondiale di due appassionati, con professioni che nulla hanno a che vedere con le immagini su pellicola: Abraham Zapruder sarto statunitense e Paolo Pedrizzetti architetto piemontese. La famosa sequenza dell’assassinio Kennedy fu realizzata da Abraham Zapruder, un sarto americano di origine russa, titolare di un’azienda tessile con sede nel palazzo a fianco del deposito di libri della Texas School, il deposito dove Oswald sparò al presidente. Appassionato di filmini e simpatizzante di Kennedy, Zapruder fu convinto da una sua collaboratrice a tornare a casa a prendere la cinepresa per filmare il corteo presidenziale che sarebbe passato sotto le finestre della loro azienda, per poterlo poi mostrare ai suoi familiari. Al ritorno verso la fabbrica Zapruder  si posizionò su un terrapieno rialzato che gli permetteva di riprendere il corteo senza ostacoli, e fu così che immortalò la scena dell’omicidio più famoso della storia che cambio le sorti del mondo intero. Anche l’attività principale di Paolo Pedrizzetti, l’autore scomparso solo qualche giorno fa della fotografia dell’autonomo, non era legata alla fotografia, era un affermato architetto a Milano, ma la passione per quest’ultima l’ha spinto a seguire i disordini che si verificavano spesso nelle strade delle città italiane durante gli anni di piombo, quelli alla fine degli anni ’70 caratterizzati da violenti scontri di piazza che sfociarono in seguito nel terrorismo.  Pedrizzetti scattò le foto degli scontri di via De Amicis senza guardare nel mirino della macchina a causa della concitazione degli avvenimenti, e per non farsi notare dalle forze contrapposte per evitare eventuali ripercussioni future. Nella fotografia però, oltre all’autonomo armato, comparivano altri fotografi presenti nella via per documentare gli scontri e che, una volta individuati, usarono le loro immagini per identificare i protagonisti della sparatoria riuscendo ad individuare chi esplose il colpo mortale, ed arrestarono tutti gli altri dimostranti armati. La fotografia dell’autonomo inoltre scatenò lo sdegno della pubblica opinione italiana, condannando chi aveva tentato di sovvertire le sorti del paese con metodi violenti, segnandone di fatto il loro isolamento e, non essendo più sostenuti moralmente, la loro sconfitta. Si potrebbe quindi concludere dicendo che i due appassionati non professionisti abbiano consegnato alla storia due documenti che hanno cambiato profondamente i destini dell’umanità mondiale. Dobbiamo quindi essere tutti riconoscenti alle passioni di Abraham Zapruder e Paolo Pedrizzetti. 

Pedrizzetti1

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